Back side: date le spalle alla moda

Il museo Bourdelle ospita l’esposizione del Palais Galliera, ancora chiuso per ristrutturazione, e il risultato è davvero sorprendente. All’ombra di sculture di enormi proporzioni, gli abiti con un alto potere concettuale, esprimono, ciascuno in un modo differente, il linguaggio sottovalutato della parte del corpo nascosta solo a chi la possiede. Il dialogo tra opere d’arte e modelli suscita numerose riflessioni di carattere sociale e psicologico.

La schiena è la parte del corpo storicamente alla mercé di ogni carico pesante, emotivo e fisico; è la parte di noi stessi che non riusciamo a guardare direttamente se non con l’aiuto di uno specchio e questo ha fatto in modo che si creasse una percezione particolare di essa, percezione che si riflette in molti comportamenti sociali e specialmente nella moda. Tutto il percorso dell’esposizione è volto a sottolineare lo sviluppo di questi comportamenti.

Un centinaio di abiti e accessori, creati tra il XVIII secolo e i giorni nostri, sono esposti in maniera tematica per aiutare il visitatore a destreggiarsi tra l’eterogenea abbondanza di concetti; si parte dagli esemplari più antichi che mostrano sia come il retro di un abito poteva essere completamente trascurato, sia come veniva adornato sottolineando bottoni e chiusure.

Indumenti come il panciotto maschile erano concepiti per essere indossati con una giacca che ne nascondeva il retro, per questo ci si dedicava al ricamo e ai dettagli visibili e se ne trascurava il resto, con un risparmio di lavoro e denaro sostanzioso.

Vestirsi non era sempre una faccenda privata e specialmente le donne erano aiutate, chi più chi meno a seconda del ceto sociale, ad indossare abiti poco pratici con decine di bottoni da chiudere, nastri di corsetti da stringere.

Gradualmente e con eventi storici rilevanti, la prima guerra mondiale tra tutti, i costumi cambiano, gli abiti si adeguano e la schiena si alleggerisce;

Una riflessione sul valorizzare la schiena richiede di ricorrere ad una grande varietà di immagini e di stili differenti.

Adornare questa parte del corpo puo essere efficace e seducente ma non tanto quanto scoprirla; la storia della moda attribuisce a Rita de Acosta Lydig l’invenzione del décolleté sulla schiena.

Rita de Acosta fu una delle donne più in vista dell’alta società newyokese ed internazionale; era nota per la sua eccentricità e la sua verve creativa. Disegnava da sola i suoi abiti, li commissionava alle sorelle Callot di cui era la principale finanziatrice e fu proprio a loro che chiese di cucire un abito nero dalla silhouette lineare e con la schiena nuda fino alla vita. Lo indossó al teatro dell’Opera nel 1910 in occasione della prima della “La fanciulla del west” di Giacomo Puccini, provocó volutamente uno scandalo e diede vita ad una nuova moda.

Il successo di questa nuova tendenza venne influenzato da diversi fattori e si intensifico dopo la guerra quando la vita mondana riprese a pieno ritmo, le tenute da spiaggia erano sempre più comuni e ci si preoccupava di abbronzarsi.

Gli anni folli e l’emancipazione del corpo femminile non possono che trovare il perfetto alleato nel novo modo di concepire un abito scollato. Anche gli orli si accorciano e il potere erotico della schiena di una silhouette esile, agile e libera conosce una lunga ascesa. Questo successo culmina negli anni ‘30 sebbene ci siano già dei richiami alla “moralità”, come si vedrà successivamente.

L’esposizione continua con la presentazione di un’altra missione affidata alla schiena che è quella di comunicare; Messaggi a carattere sociale o di altro genere trovano una perfetta collocazione su giacche, casacche e abbigliamento sportivo.

I brand negli anni ’90 non si lasciano sfuggire il potere comunicativo che prende spunto dal mondo dello sport e da quello militare, e cosi messaggi di ogni tipo vengono iscritti sulla schiena di chi vuole comunicare senza dover impegnare il volto, dichiarare indipendenza o appartenenza dando semplicemente le spalle.

La vastità del soggetto che tocca moltissimi richiami storici è costantemente affiancata alla scultura e alla particolarità della location; Indagare sui particolari, ricercare una maggiore erudizione sul tema è compito del visitatore che potrebbe sentirsi confuso per la ricchezza di informazioni ma affascinato dalla possibilità di imbarcarsi in un viaggio culturale pieno di sfaccettature.

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