Helena Rubinstein e la sua avventura della bellezza

Nella graziosa cornice del museo di arte e storia del giudaismo di Parigi è stata inaugurata il 20 marzo scorso una mostra dedicata ad Helena Rubinstein (1872-1965). Per la prima volta in Francia, l’esposizione consente di ripercorrere le tappe fondamentali della vita e della carriera di colei che ha disegnato i tratti dell’industria cosmetica come noi la conosciamo oggi.

Più di trecento tra oggetti d’arte, fotografie, dipinti, ritratti, lettere e documenti che raccontano la nascita e lo sviluppo della casa cosmetica che porta il nome della sua fondatrice e che ha fortemente influenzato il mondo della bellezza e del modo di approcciarsi alla cura di sé.

Spirito avanguardistico e ribelle, HR ha fondato il suo impero con la pioneristica intuizione di introdurre la scienza all’interno dello sviluppo dei cosmetici; ha creato i primi veri centri di bellezza in cui si praticavano i primi trattamenti di medicina estetica e ha sviluppato una vera e propria filosofia della bellezza come strumento di potere femminile.

Rigore ferreo e determinazione fanno di questa donna uno dei primi esempi di reale emancipazione attraverso il lavoro e di rivendicazione della femminilità ma vediamo più da vicino come la sua avventura ha avuto inizio.

Chaja Rubinstein (cambierà il suo nome di battesimo successivamente) nasce il 25 dicembre del 1872 a Cracovia da una modesta famiglia ebrea ortodossa. Primogenita con sette fratelli e sorelle, dimostra subito di avere un temperamento forte e risoluto; abbandona la scuola a 15 anni per lavorare nel negozio di alimentari del padre ed è un valido aiuto per la madre nella gestione domestica. Non esita a lasciare la famiglia e trasferirsi a Vienna per sfuggire ad un matrimonio combinato ed affermare la sua voglia di indipendenza; viene accolta da parenti e viene impiegata nella pellicceria di famiglia. Gli zii tentano nuovamente di farla sposare ma il matrimonio non è ancora nei suoi pensieri, la famiglia decide di mandare la giovane ribelle in Australia, trasferimento che farà la sua fortuna.

Arrivata a Melbourne, dove vivrà con altri membri della famiglia, cambia nome e vive una dimensione più difficile del previsto; comincia a lavorare nel commercio della famiglia ed è circondata dalle donne del luogo che le invidiano la pelle chiara e senza difetti.

 

Helena racconta che l’aspetto che ha lo deve alla meticolosa cura della madre che difendeva la pelle delle sue figlie con una crema fornitale da un farmacista di Cracovia. Questo è il momento in cui nasce l’idea di commercializzare dei prodotti cosmetici; ritrova la formula della crema e comincia a vederla con successo immediato. Rientra in Europa, consulta medici per perfezionare ed espandere la linea di prodotti e comincia a viaggiare per diffondere il commercio. Decide di aprire un istituto di bellezza nel quartiere Mayfair di Londra ed è lì che inizia ad interagire con l’aristocrazia della città e ad entrare nel radar delle donne più ricche ed in vista che di certo saranno le clienti migliori e coloro che le spalancheranno le porte del bel mondo.

Si sposa nel 1908 e diventa madre di due figli maschi, intanto impone la sua presenza con l’acquisto di un grande palazzo finemente arredato dai migliori decoratori d’interni dell’epoca e ne fa il suo quartier generale.

Helena è inarrestabile e mentre vive ancora a Londra, apre uno dei suoi centri a Parigi dove si trasferirà tre anni più tardi; ogni esteta necessita di appagare il suo spirito insoddisfatto vivendo a Parigi ed è così anche per lei che qui riesce a realizzare al massimo la sua necessità di bellezza.

Diventa amica di Misia Sert, un’aristocratica di origini polacche che le darà le referenze per accedere ai salotti più influenti della città e acquisisce più classe, gusto ed eleganza più di quanto non abbia fatto negli anni precedenti.

Le piace indossare creazioni dei grandi couturiers e con queste stesse creazioni, posare per gli artisti di cui diventa anche mecenate oltre che amica. L’edonismo che la caratterizza è palpabile, la sua immagine è esemplare per tutte le sue clienti, organizza sfilate, eventi culturali e acquista immobili che fa arredare e curare in maniera impeccabile. Gli impegni mondani non la distrarranno neanche un momento dal lavoro di ricerca e di espansione dell’impero cosmetico; è tra le prime a sottoporre i prodotti e i trattamenti a rigorosi test scientifici e le linee di make up seguono senza problemi le tendenze del periodo.

Anche New York viene conquistata dalla Rubinstein nel 1914; si trasferirà negli Stati Uniti con la famiglia, aprirà una fabbrica a Long Island e dopo la guerra vivrà tra l’Europa e New York. Non si esimerà dall’aiutare gli ebrei europei ma non riuscirà a salvare sua sorella Regina che morirà ad Auschwitz. Lei stessa dovrà confrontarsi con l’antisemitismo e quando nel 1941 le verrà rifiutato un appartamento a Park Avenue per via delle sue origini, risponderà comprando tutto il palazzo.

La morte del secondo marito che avviene nel 1955, è seguita dalla tragica scomparsa del figlio cadetto; per sfuggire alla depressione, Helena intraprende un viaggio intorno al mondo e finanzia l’apertura di un padiglione Helena Rubinstein nel museo di arte contemporanea di Tel Aviv. Si spegnerà il primo aprile del 1965 a New York.

Chissà quale sarebbe l’opinione di H.R riguardo all’evoluzione che il suo settore ha avuto, e specialmente mi sarebbe piaciuto conoscere le sue idee sul body positive. Di sicuro la sua missione era quella di rendere le donne più potenti grazie alla bellezza e forse adesso tanti avrebbero da criticare questo approccio, ma sta di fatto che questo modo di pensare per molto tempo ha funzionato.

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